1880 - 27 gennaio: Padre
Ignazio da Ispra nasce il 27 gennaio 1880 da Rosa PROLA e Pietro
BRUGHERA, proprietario della cartiera di Ispra. Gli vengono
imposti i nomi di Ettore, Pietro, Mario, Arturo. Viene chiamato
Mario fino a quando, con la vestizione religiosa e l'inizio del
noviziato, assume il nome di Fra Ignazio da Ispra.
1881 - 15 agosto: morte del padre. La mamma si sposa col
cognato Angelo Brughera, che succede al fratello Pietro nella direzione
della cartiera.
1889 - febbraio/marzo: la famiglia si trasferisce a Besozzo.
Il piccolo Mario interrompe le scuole elementari che frequentava
a Ispra.
1891: La famiglia si trasferice a Perlen (Svizzera) provincia
di Lucerna. Riprende le elementari frequentando un istituto privato
con la sorella Elvezia.
1893: La famiglia, dopo un tentativo di emigrare in Argentina,
passa a Belgirate (sponda occidentale del Lago Maggiore in provincia
di Novara). Mario e assunto come scrivano presso la cartiera Diana
a Meina alla quale il patrigno aveva ceduto i brevetti ereditati
dal fratello.
1894: Inizia il noviziato presso i padri Rosminiani sul
Colle del Calvario a Domodossola.
1895 - 2 giugno: veste l'abito di novizio chierico.
1897 - 19 luglio: è dimesso dal noviziato dei padri Rosminiani
per motivi di salute. Inizia tosto le pratiche per essere accolto
fra i Padri Minori Francescani di Cermenate, ma le urgenti necessità
della famiglia lo costringono al lavoro. Sceso a Milano, si impiega
presso la latteria Piovella, che sorgeva davanti alI' attuale convento
del Frati Minori Cappuccini di Viale Piave 2.
1900 - 25 giugno: parte per il servizio militare. E' destinato
al 60° Fanteria di stanza a Spoleto. Dopo alcuni mesi è trasferito
a Torino. Verso la fine dell'anno viene congedato. Ritornato presso
il signor Piovella inoltra subito la domanda per entrare fra i Cappuccini.
1901- gennaio: è mandato al Seminario serafico di Sovere.
24 maggio: a Lovere fa la vestizione religiosa, inizia il
noviziato e assume il nome di Fra Ignazio da Ispra.
1902 - 25 maggio: professione dei voti semplici. Passa al
convento di Bergamo per frequentare la quarta classe del ginnasio;
quindi a Brescia per la quinta; poi a Cremona per i corsi di filosofia.
1905 - 11 giugno: a Cremona fa i voti solenni e viene trasferito
al convento di Milano -Piazzale Velasquez 1- per i corsi di Teologia.
1909- 5 giugno: riceve l'Ordinazione sacerdotale.
1910- 26 agosto: parte da Milano Missionario in Brasile.
19 settembre: sbarca a S.Luis, capitale dello Stato
del Maranhao. Dopo alcuni mesi di intensa applicazione dello studio
della lingua e della psicologia brasiliana, specialmente delle popolazione
dell'interno, vien nominato parroco di Vittoria e Arary, nel basso
Mearim. La cura pastorale si svolge soprattutto mediante le cosidette
desobrighe, che lo costringono a lunghi e faticosissimi viaggi a
cavallo o su le canoe. Vi rimane fino all'aprile 1913, quando i
superiori lo trasferiscono a Barra do Corda. Ma viene in seguito
mandato a Belèm, capitale del Parà.
1913 - aprile: vien trasferito da S.Luis a Belèm e addetto
alla parrocchia tenuta dai missionari cappuccini. Qualche mese dopo
riceve l'incarico di costruire il Circolo Cattolico -che poi verrà
chiamato Scuola Benedetto XV- per le attività della parrocchia.
Nel convento di Belèm il p. Ignazio ebbe modo di conoscere il p.Daniele
da Samarate; lebbroso, che, per ordine del superiore, la mattina
del 27 aprile 1914, accompagna nel lebbrosario di Tocunduba. Egli
stesso contrae durante questo e nel prossimo anno la lebbra.
Nota: Per p.Daniele da Samarate è in corso il processo di
beatificazione.
1915 - prima metà dell' anno: trasferito a Canindé, nello
Stato del Cearà, e addetto al Santuario di S.Francesco e alla scuola
annessa. Avvenuta la tremenda siccità nell'interno dello Stato,
egli fu nominato dal vescovo di Fortaleza parroco dei fuggiaschi,
che assistette ed aiutò prodigandosi con eroica generosità.
1916 - agosto: riceve l' ordine di ritornare in Italia. Scende
a Pernambuco per imbarcarsi a Recife. Avverte i primi sintomi del
male contratto nel Parà. settembre: nel convento di Nostra Signora
della Penha, a Recife, si incontra con mons.Giuseppe de Oliveira
Lopez, vescovo di Floresta, il quale ottiene dai superiori di poterlo
avere con sè nella prima visita alla sua diocesi. In seguito il
p.lgnazio passa stabilmente all'obbedienza di questo vescovo, che
lo nomina parroco di Cranito e Leopoldina, nell'interno dello Stato
di Pernambuco.
1917 - primi mesi: inizia la sua vita parrocchiale nelle
vastissime regioni a lui affidate -circa 500 kmq. di estensione.Costruisce
cappelle e numerose chiese, riatta e apre nuovi cimiteri, soprattutto
catechizza, predica, va in desobriga, tiene corsi di missioni o
interi mesi di predicazione in importanti centri all'interno dello
Stato. Ma la lebbra contratta lo obbliga a scendere periodicamente
a Recife per visite e cure; nella primavera del 1923 decide di rientrare
in Italia per tentare cure più efficaci.
1923 - giugno: giunge in Italia e si mette in cura presso
il prof.Allgeyer di Torino, il quale, nel settembre dello stesso
anno, scopre in lui il bacillo di Hansen. Tenta subito di ritornare
in Brasile per dedicarsi all' assistenza religiosa di qualche lebbrosario,
ma a Genova, già salito sulla nave, è costretto a discendere per
ordine del medico di bordo. Va a Roma per ottenere da Mussolini
il passaporto per il Brasile. Torna a Milano ed entra nell'ospedale
di Via Pace n.9, dove resta isolato e sotto la cura del prof.Negri.
Nel libro si racconta ........Nella quiete della sua camera, recluso
ad ogni visita, libero da ogni contatto eccetto che con il personale
di assistenza, egli si raccolse nella meditazione della volontà
del Signore e nella preghiera ritrovò se stesso. L'idea di tornare
in America non lo abbandonava, ma diveniva di giorno in giorno più
viva e pungente. Che significato poteva avere il restante della
sua vita se fosse rimasto in Italia? Laggiù invece sarebbe potuto
entrare in un lebbrosario e divenire l'angelo confortante per tanti
infelici. Ma come ottenere il passaporto? Ecco allora un'idea luminosa:
fuggire per qualche giorno dall'ospedale, recarsi a Roma, ottenere
un colloquio personale col Duce: con un suo biglietto in mano, nessuno
più lo avrebbe fatto discendere dalla nave. Mussolini lo ricevette
assai volentieri e fu con lui gentilissimo. Si interessò del suo
stato di salute e dell'attività che intendeva svolgere qualora fosse
tornato nelle terre di missione. Alla fine della conversazione il
capo del fascismo si congratulò con lui, del suo spirito generoso
egli promise di fare qualche cosa. Intanto però, in ossequio all'
ordine dei medici, era bene che tornasse a Milano e tentasse tutte
le cure. Quando si fosse trovato in condizioni migliori e avesse
deciso di partire, si rivolgesse a lui direttamente. Egli avrebbe
dato disposizioni immediate e precise. Al termine del colloquio,
mentre si avviavano verso la porta dello studio privato, Mussolini
tentò di prendere la destra del missionario per stringerla e baciarla.
"Eccellenza -raccomandò p.Ignazio- gliel'ho detto: sono lebbroso.
Se ne guardi bene". "Lasci, padre -rispose egli- non tutti i giorni
si incontrano di simili eroi" . Gli prese la mano e gliela baciò.
1924 - 24 maggio: dai giornali apprende la notizia della
morte del p.Daniele da Samarate. Telegrafa a Mussolini, ricordandogli
le promesse fatte, e parte nuovamente per Genova. Imbarca senza
difficoltà la sera de1 31 maggio. Sbarca a Rio de Janeiro il 15
giugno. II 20 dello stesso mese, su un battello, e in viaggio alla
volta del Parà, con l'intenzione di entrare a Tocunduba per sostituire
il p.Daniele. La chiusura di quel lebbrosario lo costringe a tornare
a Recife dove, nel frattempo, vien ricoverato all'ospedale dos Lazaros.
Riceve la visita del Superiore Generale dei Cappuccini, che lascia
tlisposizioni molto favorevoli nei suoi riguardi. Rimane, degente
ma operoso, fino a che il governo gli consente di entrare nellebbrosario
del Prata.
1925 - 5 febbraio: è in viaggio verso il Parà, diretto al
Prata, dove giunge il 19 dello stesso mese. Ma i disordini morali
che si verificano lo obbligano a tornare a Recife, nell'ospedale
dos Lazaros, dove riceve la visita del vescovo di Pesquiera, che
lo manda nella sua diocesi e lo nomina parroco di Cimbres, di oltre
250 kmq con 10.000 abitanti. Riprende intensamente l'apostolato
parrocchiale e missionario anche qui costruendo chiese e cappelle,
sistemando cimiteri, combattendo coraggiosamente i protestanti e
desobringando senza posa.
1928 - marzo: è obbligato dal vescovo a ritirarsi nella solitudine
di Sitio Caldeirao, perchè gli sviluppi della malattia si erano
fatti manifesti e pericolosi. Ma non lascia ancora il lavoro sacerdotale,
assistendo senza risparmiarsi gli ammalati e i moribondi. Ancora
predica e organizza feste, fonda pie associazioni, fa scuola ai
bambini e agli adulti.
1929 - Riceve la medaglia d'oro: "Premio del dovere" e incomincia
nei suoi riguardi un vasto interesse della stampa internazionale.
1931 - ottobre: riceve la visita del suo superiore regolare
e del p.Michele da Origgio. Ripete la professione religiosa. In
seguito a questa visita gli viene mandato come assistente frà Bernardo
da Viçosa.
1934 - maggio-giugno: da sitio Caldeirao, parte a cavallo,
parte sulle spalle di fra Bernardo e parte nella rete, coprendo
un percorso di oltre 1.100 km, giunge a Cannafistula, nello Stato
del Cearà, a ottanta chilometri da Fortaleza. Nel lebbrosario riceve
diverse visite di confratelli, è assistito amorosamente dalle Suore
Terziarie Cappuccine, continua nelle sue attività di sacerdote,
specialmente catechizzando i bambini lebbrosi.
1935 - 3 gennaio: ore dieci antimeridiane, la morte finisce
di farlo morire. Natale: alla sua memoria è aggiudicato il premio
Motta per un atto di bontà e di sacrificio eroico. La somma -lire
25.000- era devoluta alle Missioni brasiliane dei Cappuccini lombardi,
affinchè i confratelli potessero "intensificare l'opera di bene
cui il venerato Padre sacrificò la nobilissima sua vita" .
1960 - gennaio: viene pubblicata la prima edizione del volume
"Ignazio da Ispra" , cui seguirà la seconda edizione a novembre.
Il Comune di Ispra intitola a P. Ignazio una via del paese. La sede
della locale sezione dell' A.C.L.I. viene intitolata al Padre Cappuccino.
1960 - 18-25 settembre Ispra: settimana commemorativa del
25° della morte, distinta in tre giorni di predicazioni religiosa
e tre conferenze illustrative del religioso, del lebbroso, dell'uomo
nella figura del p.Ignazio. Parlarono i prof. G.Morosi, E.Giudici,
C.C.Secchi. La domenica 25 vede ad Ispra mons.C.Zorhabian, vescovo
cappuccino armeno e mons.A.Grossi, vescovo missionario del Bengala,
il sen.Paietta, il Questore di Varese, un vice Prefetto, il Direttore
del C.N.R.N., il Comune di Belgirate col gonfalone. La sera, per
la inaugurazione del monumento eretto nella piazza a lato della
chiesa parrocchiale, parlarono l' on. L.Galli, oratore ufficiale,
il M.R.P.Provinciale P.Romano da Como e s.Em.za
il card.Giambattista Montini. Vengono consegnati i Crocifissi
a sei giovani Missionari Cappuccini partenti per il Brasile, destinati
dall'obbedienza a svolgere il loro ministero nelle terre già evangelizzate
dal p.Ignazio.
1985: In occasione del 50° anniversario della morte, la Famiglia
Isprese istituisce il Premio p.Ignazio da
Ispra. Vengono conferiti negli anni seguenti attestati di benemerenza
ad Anna Maria Maretti , Enrico Margnini, Giorgio Gaddi, Roberto
Crespi, Cornelio Tamborini, Giulio Scarton, Luigi Forni, alle Suore
Silvia e Pasqualina della Congregazione del Cottolengo.