Padre Ignazio da Ispra

"Ho portato sulle spalle molti mattoni, pietre e travi per costruire case, chiese, cappelle, cimiteri...
Ho sudato sotto il sole tropicale...
Ho patito la fame...
Ho resistito alle dure fatiche...
Ho predicato la parola di Dio... "

Padre Ignazio da Ispra

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BIOGRAFIA DI PADRE IGNAZIO DA ISPRA
Frate Cappuccino Missionario in Brasile (1880 - 1935)

1880 - 27 gennaio: Padre Ignazio da Ispra nasce il 27 gennaio 1880 da Rosa PROLA e Pietro BRUGHERA, proprietario della cartiera di Ispra. Gli vengono imposti i nomi di Ettore, Pietro, Mario, Arturo. Viene chiamato Mario fino a quando, con la vestizione religiosa e l'inizio del noviziato, assume il nome di Fra Ignazio da Ispra.
1881 - 15 agosto: morte del padre. La mamma si sposa col cognato Angelo Brughera, che succede al fratello Pietro nella direzione della cartiera.
1889 - febbraio/marzo: la famiglia si trasferisce a Besozzo. Il piccolo Mario interrompe le scuole elementari che frequentava a Ispra.
1891: La famiglia si trasferice a Perlen (Svizzera) provincia di Lucerna. Riprende le elementari frequentando un istituto privato con la sorella Elvezia.
1893: La famiglia, dopo un tentativo di emigrare in Argentina, passa a Belgirate (sponda occidentale del Lago Maggiore in provincia di Novara). Mario e assunto come scrivano presso la cartiera Diana a Meina alla quale il patrigno aveva ceduto i brevetti ereditati dal fratello.
1894: Inizia il noviziato presso i padri Rosminiani sul Colle del Calvario a Domodossola.
1895 - 2 giugno: veste l'abito di novizio chierico.
1897 - 19 luglio: è dimesso dal noviziato dei padri Rosminiani per motivi di salute. Inizia tosto le pratiche per essere accolto fra i Padri Minori Francescani di Cermenate, ma le urgenti necessità della famiglia lo costringono al lavoro. Sceso a Milano, si impiega presso la latteria Piovella, che sorgeva davanti alI' attuale convento del Frati Minori Cappuccini di Viale Piave 2.
1900 - 25 giugno: parte per il servizio militare. E' destinato al 60° Fanteria di stanza a Spoleto. Dopo alcuni mesi è trasferito a Torino. Verso la fine dell'anno viene congedato. Ritornato presso il signor Piovella inoltra subito la domanda per entrare fra i Cappuccini.
1901- gennaio: è mandato al Seminario serafico di Sovere.
24 maggio:
a Lovere fa la vestizione religiosa, inizia il noviziato e assume il nome di Fra Ignazio da Ispra.
1902 - 25 maggio: professione dei voti semplici. Passa al convento di Bergamo per frequentare la quarta classe del ginnasio; quindi a Brescia per la quinta; poi a Cremona per i corsi di filosofia.
1905 - 11 giugno: a Cremona fa i voti solenni e viene trasferito al convento di Milano -Piazzale Velasquez 1- per i corsi di Teologia.
1909- 5 giugno: riceve l'Ordinazione sacerdotale.
1910- 26 agosto: parte da Milano Missionario in Brasile.
19 settembre: sbarca a S.Luis, capitale dello Stato del Maranhao. Dopo alcuni mesi di intensa applicazione dello studio della lingua e della psicologia brasiliana, specialmente delle popolazione dell'interno, vien nominato parroco di Vittoria e Arary, nel basso Mearim. La cura pastorale si svolge soprattutto mediante le cosidette desobrighe, che lo costringono a lunghi e faticosissimi viaggi a cavallo o su le canoe. Vi rimane fino all'aprile 1913, quando i superiori lo trasferiscono a Barra do Corda. Ma viene in seguito mandato a Belèm, capitale del Parà.
1913 - aprile: vien trasferito da S.Luis a Belèm e addetto alla parrocchia tenuta dai missionari cappuccini. Qualche mese dopo riceve l'incarico di costruire il Circolo Cattolico -che poi verrà chiamato Scuola Benedetto XV- per le attività della parrocchia. Nel convento di Belèm il p. Ignazio ebbe modo di conoscere il p.Daniele da Samarate; lebbroso, che, per ordine del superiore, la mattina del 27 aprile 1914, accompagna nel lebbrosario di Tocunduba. Egli stesso contrae durante questo e nel prossimo anno la lebbra.
Nota: Per p.Daniele da Samarate è in corso il processo di beatificazione.
1915 - prima metà dell' anno: trasferito a Canindé, nello Stato del Cearà, e addetto al Santuario di S.Francesco e alla scuola annessa. Avvenuta la tremenda siccità nell'interno dello Stato, egli fu nominato dal vescovo di Fortaleza parroco dei fuggiaschi, che assistette ed aiutò prodigandosi con eroica generosità.
1916 - agosto: riceve l' ordine di ritornare in Italia. Scende a Pernambuco per imbarcarsi a Recife. Avverte i primi sintomi del male contratto nel Parà. settembre: nel convento di Nostra Signora della Penha, a Recife, si incontra con mons.Giuseppe de Oliveira Lopez, vescovo di Floresta, il quale ottiene dai superiori di poterlo avere con sè nella prima visita alla sua diocesi. In seguito il p.lgnazio passa stabilmente all'obbedienza di questo vescovo, che lo nomina parroco di Cranito e Leopoldina, nell'interno dello Stato di Pernambuco.
1917 - primi mesi: inizia la sua vita parrocchiale nelle vastissime regioni a lui affidate -circa 500 kmq. di estensione.Costruisce cappelle e numerose chiese, riatta e apre nuovi cimiteri, soprattutto catechizza, predica, va in desobriga, tiene corsi di missioni o interi mesi di predicazione in importanti centri all'interno dello Stato. Ma la lebbra contratta lo obbliga a scendere periodicamente a Recife per visite e cure; nella primavera del 1923 decide di rientrare in Italia per tentare cure più efficaci.
1923 - giugno: giunge in Italia e si mette in cura presso il prof.Allgeyer di Torino, il quale, nel settembre dello stesso anno, scopre in lui il bacillo di Hansen. Tenta subito di ritornare in Brasile per dedicarsi all' assistenza religiosa di qualche lebbrosario, ma a Genova, già salito sulla nave, è costretto a discendere per ordine del medico di bordo. Va a Roma per ottenere da Mussolini il passaporto per il Brasile. Torna a Milano ed entra nell'ospedale di Via Pace n.9, dove resta isolato e sotto la cura del prof.Negri. Nel libro si racconta ........Nella quiete della sua camera, recluso ad ogni visita, libero da ogni contatto eccetto che con il personale di assistenza, egli si raccolse nella meditazione della volontà del Signore e nella preghiera ritrovò se stesso. L'idea di tornare in America non lo abbandonava, ma diveniva di giorno in giorno più viva e pungente. Che significato poteva avere il restante della sua vita se fosse rimasto in Italia? Laggiù invece sarebbe potuto entrare in un lebbrosario e divenire l'angelo confortante per tanti infelici. Ma come ottenere il passaporto? Ecco allora un'idea luminosa: fuggire per qualche giorno dall'ospedale, recarsi a Roma, ottenere un colloquio personale col Duce: con un suo biglietto in mano, nessuno più lo avrebbe fatto discendere dalla nave. Mussolini lo ricevette assai volentieri e fu con lui gentilissimo. Si interessò del suo stato di salute e dell'attività che intendeva svolgere qualora fosse tornato nelle terre di missione. Alla fine della conversazione il capo del fascismo si congratulò con lui, del suo spirito generoso egli promise di fare qualche cosa. Intanto però, in ossequio all' ordine dei medici, era bene che tornasse a Milano e tentasse tutte le cure. Quando si fosse trovato in condizioni migliori e avesse deciso di partire, si rivolgesse a lui direttamente. Egli avrebbe dato disposizioni immediate e precise. Al termine del colloquio, mentre si avviavano verso la porta dello studio privato, Mussolini tentò di prendere la destra del missionario per stringerla e baciarla. "Eccellenza -raccomandò p.Ignazio- gliel'ho detto: sono lebbroso. Se ne guardi bene". "Lasci, padre -rispose egli- non tutti i giorni si incontrano di simili eroi" . Gli prese la mano e gliela baciò.
1924 - 24 maggio: dai giornali apprende la notizia della morte del p.Daniele da Samarate. Telegrafa a Mussolini, ricordandogli le promesse fatte, e parte nuovamente per Genova. Imbarca senza difficoltà la sera de1 31 maggio. Sbarca a Rio de Janeiro il 15 giugno. II 20 dello stesso mese, su un battello, e in viaggio alla volta del Parà, con l'intenzione di entrare a Tocunduba per sostituire il p.Daniele. La chiusura di quel lebbrosario lo costringe a tornare a Recife dove, nel frattempo, vien ricoverato all'ospedale dos Lazaros. Riceve la visita del Superiore Generale dei Cappuccini, che lascia tlisposizioni molto favorevoli nei suoi riguardi. Rimane, degente ma operoso, fino a che il governo gli consente di entrare nellebbrosario del Prata.
1925 - 5 febbraio: è in viaggio verso il Parà, diretto al Prata, dove giunge il 19 dello stesso mese. Ma i disordini morali che si verificano lo obbligano a tornare a Recife, nell'ospedale dos Lazaros, dove riceve la visita del vescovo di Pesquiera, che lo manda nella sua diocesi e lo nomina parroco di Cimbres, di oltre 250 kmq con 10.000 abitanti. Riprende intensamente l'apostolato parrocchiale e missionario anche qui costruendo chiese e cappelle, sistemando cimiteri, combattendo coraggiosamente i protestanti e desobringando senza posa.
1928 - marzo: è obbligato dal vescovo a ritirarsi nella solitudine di Sitio Caldeirao, perchè gli sviluppi della malattia si erano fatti manifesti e pericolosi. Ma non lascia ancora il lavoro sacerdotale, assistendo senza risparmiarsi gli ammalati e i moribondi. Ancora predica e organizza feste, fonda pie associazioni, fa scuola ai bambini e agli adulti.
1929 - Riceve la medaglia d'oro: "Premio del dovere" e incomincia nei suoi riguardi un vasto interesse della stampa internazionale.
1931 - ottobre: riceve la visita del suo superiore regolare e del p.Michele da Origgio. Ripete la professione religiosa. In seguito a questa visita gli viene mandato come assistente frà Bernardo da Viçosa.
1934 - maggio-giugno: da sitio Caldeirao, parte a cavallo, parte sulle spalle di fra Bernardo e parte nella rete, coprendo un percorso di oltre 1.100 km, giunge a Cannafistula, nello Stato del Cearà, a ottanta chilometri da Fortaleza. Nel lebbrosario riceve diverse visite di confratelli, è assistito amorosamente dalle Suore Terziarie Cappuccine, continua nelle sue attività di sacerdote, specialmente catechizzando i bambini lebbrosi.
1935 - 3 gennaio: ore dieci antimeridiane, la morte finisce di farlo morire. Natale: alla sua memoria è aggiudicato il premio Motta per un atto di bontà e di sacrificio eroico. La somma -lire 25.000- era devoluta alle Missioni brasiliane dei Cappuccini lombardi, affinchè i confratelli potessero "intensificare l'opera di bene cui il venerato Padre sacrificò la nobilissima sua vita" .


1960 - gennaio: viene pubblicata la prima edizione del volume "Ignazio da Ispra" , cui seguirà la seconda edizione a novembre. Il Comune di Ispra intitola a P. Ignazio una via del paese. La sede della locale sezione dell' A.C.L.I. viene intitolata al Padre Cappuccino.
1960 - 18-25 settembre Ispra: settimana commemorativa del 25° della morte, distinta in tre giorni di predicazioni religiosa e tre conferenze illustrative del religioso, del lebbroso, dell'uomo nella figura del p.Ignazio. Parlarono i prof. G.Morosi, E.Giudici, C.C.Secchi. La domenica 25 vede ad Ispra mons.C.Zorhabian, vescovo cappuccino armeno e mons.A.Grossi, vescovo missionario del Bengala, il sen.Paietta, il Questore di Varese, un vice Prefetto, il Direttore del C.N.R.N., il Comune di Belgirate col gonfalone. La sera, per la inaugurazione del monumento eretto nella piazza a lato della chiesa parrocchiale, parlarono l' on. L.Galli, oratore ufficiale, il M.R.P.Provinciale P.Romano da Como e s.Em.za il card.Giambattista Montini. Vengono consegnati i Crocifissi a sei giovani Missionari Cappuccini partenti per il Brasile, destinati dall'obbedienza a svolgere il loro ministero nelle terre già evangelizzate dal p.Ignazio.
1985: In occasione del 50° anniversario della morte, la Famiglia Isprese istituisce il Premio p.Ignazio da Ispra. Vengono conferiti negli anni seguenti attestati di benemerenza ad Anna Maria Maretti , Enrico Margnini, Giorgio Gaddi, Roberto Crespi, Cornelio Tamborini, Giulio Scarton, Luigi Forni, alle Suore Silvia e Pasqualina della Congregazione del Cottolengo.


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