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LA CORATELLA DI LEPRE

Una volta il Signore e San Pietro passarono per un campo, quando tra un filare e l'altro schizzò fuori una lepre e intoppò nei piedi del Signore.
-Presto, Pietro! Apri il sacco e mettila dentro.
Pietro la mise nel sacco e disse: -È tanto che non mangiamo, Signore: questa ce la facciamo arrosto.
-Bene, Pietro! Stasera ci faremo una buona cena. Tu che sei bravo a far il cuoco, cucinerai la lepre. Arrivarono a un paese, videro la frasca su una porta ed entrarono.
-Buona sera, signor oste.
-Buona sera, galantuomini.
-Ci porti mezza boccia di vino, -disse il Signore.


-E tu Pietro intanto va' a far cuocere la lepre.
San Pietro, esperto com'è, piglia un coltellaccio, lo arrota con la roncola che portava con se, spella la lepre, la squarta, e poi la butta in un tegame. Mentre cuoceva, gli venne l'acquolina in bocca: «Che grassa che è! E che buon odore! Aspetta a me! Ora assaggio un po' se è buona! Oh, buona! Ecco che la coratella s'è già cotta: non potrei mangiarmela io, con questa crosta di pane? Figuriamoci se il Signore se n'accorge!»


Detto fatto, tira fuori la coratella con la forchetta e se la mangia. Poi chiama";
-Signore, la lepre è cotta! , la metto in tavola?
-Già cotta? Portala, portala.
Pietro reggendo il tegame con una mano e con l'altra, nettandosi dal grasso i baffi, torna dal Signore.
Serve metà lepre nel piatto del Signore e metà nel suo, e si mettono a mangiare.


Ma il Signore si mette a cercare nel piatto.
-Dì, Pietro, e la coratella, dov'è?
-Mah, Signore, non so, non ci ho badato. Forse era una lepre senza coratella... Non c'è neanche nel mio piatto...
-Eh, dev'essere così, -dice il Signore, sorride e riprende a mangiare.

Ma Pietro non può mandar giu neanche un boccone.
-Su, Pietro, cos'hai che sei così biascicone? Hai forse la coratella sullo stomaco?
-lo, Signore ?
-Eh, non do mica la colpa a te. Mangia, mangia.
-Non posso, Signore, ho come un groppo qui. Adesso bevo un bicchiere di vino.

La notte, Pietro non poteva chiudere occhio. All'alba s'era appena addormentato, quando il Signore lo svegliò perche dovevano mettersi in strada per arrivare in città prima di mezzogiorno.
E Pietro s'alzò, sempre col pensiero di quella coratella e del Signore che forse sapeva tutto.
In città non vedono che facce serie, occhi bassi, nessun avviso di balli e di feste come ce n'è sempre nelle città. «Cosa succede qui?» si domanda San Pietro, e il Signore gli dice: -Pietro, domanda un po' a qualcuno.

Pietro domanda a un soldato, e quello, sottovoce, gli dice che la figlia del Re è tanto malata, che i medici l'hanno data per spacciata, e il Re ha promesso un sacco di napoleoni a chi la guarirà.
Il Signore disse a Pietro: -Senti, Pietro, voglio farti guadagnare quel sacco di napoleoni. Vai al palazzo e di' che sei un gran dottore. Quando sarai solo nella camera della figlia del Re, prendi la tua roncola e tagliale la testa. Metti la testa in fresco e dopo un'ora tirala fuori, riattaccala al busto e la figlia del Re sarà guarita.

Pietro fila dritto dal Re e chiede d'esser lasciato un'ora da solo nella camera della figlia. Appena è solo con lei, tira fuori la roncola e giu un colpo: la testa si stacca, tutto il letto si riempie di sangue. Pietro butta la testa in un secchio d'acqua e si siede ad aspettare che passi un'ora.
Passata l'ora, «Tum! Tum!» bussano alla porta. -Aspettate un momento! -fa Pietro; tira fuori la testa, la rimette sul busto, ma niente! Non s'attacca. Pietro comincia ad aver paura.
Di fuori bussano. «Tum! Tum!» -Apri, dottore! - è la voce del Re.

«Come faccio? -dice Pietro. -Come faccio?»
Punf! Buttano giu la porta. Entra il Re e vede tutto il sangue.
-Che hai fatto, canaglia? Hai assassinato mia figlia! Questa la pagherai sulla forca! Guardie! Legatelo e portatelo alla forca!
-Maestà, perdono, misericordia!
-Via, marsc!

«Non può salvarmi che il Signore!», pensa Pietro, trascinato per la città tra i soldati; e proprio in quel momento, tra la folla, vede il Signore.
-Salvami, salvami, Signore!
-Dove portate quest'uomo ? -fa il Signore ai soldati.
-Alla forca.
-Cos'ha fatto?
-Cos'ha fatto, chiedete? Ha ammazzato la figlia del Re!
-Non è vero, lasciatelo, anzi, riportatelo dal Re perche prenda il sacco dei napoleoni. La figlia del Re è sana come un pesce.
I soldati tornano indietro per vedere se è vero. E arrivati davanti al palazzo reale, vedono la Principessa sul balcone tutta allegra, e il Re che viene incontro a Pietro, e gli dà il sacco di napoleoni.

Pietro, vecchio com'è, in quel momento si sente tanto in forze che solleva il sacco come una piuma, se lo mette sulla schiena- e va al crocicchio dove l'aspetta il Signore.
-Hai visto, Pietro?
-Be', Signore, poi direte che non sono buono a nulla!
-Dammi qua i soldi che li dividiamo come al solito. Pietro posa il sacco, e il Signore si mette a fare i mucchi.
-Cinque a me, cinque a te, cinque all'altro... -e cosi continua.
-Cinque a me, cinque a te, cinque all'altro...
Pietro lo sta un po' a guardare, poi gli chiede: -Ma Signore, noi siamo in due! Perche fate tre mucchi?
-Eh, Pietro! -E il Signore continua: -Questo a me, questo a te, questo all'altro...
-E chi è l'altro?
-È quello che ha mangiato la coratella...
-Signore, Signore., -dice svelto Pietro, -sono stato io a mangiarla!
-Ecco che t'ho preso allaccio. Hai fatto male, Pietro, e la paura che t'ho fatto prendere è stata il tuo castigo. Ti perdono, ma non farlo piu. E Pietro promise...

Da Fiabe Italiane - Italo Calvino - Favole di Gesù in Friuli